Alberi genealogici

Consultate le singole pagine dei nomi e se avete fortuna troverete storie e testimonianze affascinanti.

Gli alberi genealogici sono potuti crescere fino al giorno d'oggi anche grazie allo scambio di informazioni tra appasionati di tutto il mondo che vantano un legame affettivo con Corippo. Nonni e bisnonni partiti da qui in tempi difficili lasciando affetti e beni preziosi, hanno dato vita a nuove generazioni lontano da casa. Molti di loro non sono mai più tornati, ma a volte tornate voi discendenti. Noi siamo qui ad accogliervi.


Continuate a tenerci aggiornati sulla nascita delle nuove generazioni in giro per il mondo. 
Ricordiamoci sempre che una piccola parte delle nostre origini sono ben radicate in questo magnifico luogo.
Dal canto nostro cercheremo, nel limite del possibile, tenere aggiornati gli alberi genealogici.
Non esitate a contattarci, noi operiamo con serietà e discrezione senza nessun scopo di lucro. 
Il nostro attaccamento alle origini e la grande passione per la genealogia ci sono da stimolo per portare avanti questo progetto.
Alle richieste scritte e motivate daremo risposta in breve tempo. 


Diverse famiglie di Corippo
prendono domicilio a Quartino


Non siamo a conoscenza del motivo per il quale i corippesi nella loro transumanza al Piano scelsero proprio Quartino e nello specifico la zona di Cadepezzo.
Possiamo solo avanzare delle ipotesi e una di queste è che sulla sponda destra, quella maggiormente soleggiata e anche più comoda da raggiungere, si erano già insediati coloro che per primi hanno intrapreso la discesa verso il Piano da altri villaggi di valle. Attraversare il fiume Ticino e le sue adiacenze paludose non doveva essere impresa facile, ma si doveva. La necessità imponeva di trovare terre “libere” ma le uniche rimaste erano di là dal fiume Ticino e il luogo più vicino era appunto Quartino.

Non sappiamo neanche con certezza quando ha avuto inizio ma ci sono indizi che fin dal Medioevo gli abitanti della Verzasca vivevano, a seconda delle stagioni, al piano e in valle. Probabilmente è uso antichissimo.
Va nel dettaglio lo scrittore Romano Broggini nel suo “Terricciuole ovvero Verzasca in piano” che andiamo a riassumere nel seguente passaggio. -L’istituzione del “massericio” cioè l’attribuzione a terzi di beni in uso con un affitto in natura è già conosciuta nel XIV sec. (in zona Cugnasco c’è Massarescio). Da questo ne consegue che i nobili locarnesi e i borghesi, che hanno ampi diritti di sfruttamento delle terre sul Piano, devono cercare di farle rendere estendendo e migliorando le colture e cercano braccia forti. Le trovano nei verzaschesi che nei periodi primaverili ed estivi sono impegnati con il pascolo del bestiame sui monti e sugli alpi in valle ma in autunno e inverno il lavoro cala. È in questi periodi che hanno l’opportunità di iniziare il loro lavoro nella vigna e sui terreni al piano. Si forma così un sistema di vita nomade attraverso il quale le proprietà dei nobili e dei borghesi, che hanno fatto i primi investimenti per rendere abitabili queste zone, vengono prima coltivate, poi migliorate ed infine riscattate dai verzaschesi.-

Cadepezzo-Quartino nell'anno 1955 circa

In basso la nuova chiesa dedicata a San Nicola da Bari edificata nel 1953. Artefici del monumento sacro furono il parroco don Aldo Lanini, l'impresario Battista Montemezzani che aveva alle sue dipendenze Candido Gambetta, il muratore che posò la prima pietra.
In settant'anni Cadepezzo é completamente cambiato a seguito dell'intensa cementificazione.

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