Codoni di Cabbio
Capostipite Guglielmo Codoni (1665-1716)
Nel 1695, Guglielmo Codoni, con la moglie Giacomina Scettrini e i due figli, lasciò Corippo e migrò a Schignano. Qui la coppia ebbe altri tre figli ma nei primi anni del 1700, Guglielmo si trasferì con la famiglia a Cabbio, dove ebbe altri quattro figli. Nel 1703, anche Giovanni Pietro Codoni, fratello del già citato Guglielmo, con la moglie Caterina Vairora lascò Corippo e anch’egli si stabilì a Schignano. All’inizio si poteva pensare che fosse una migrazione temporanea, come per altri spostamenti simili di altre famiglie che varcavano il Ceneri, ma non fu così, poiché chi lasciò la Verzasca decise di non tornare più. A Corippo, la popolazione era cresciuta parecchio rispetto al territorio coltivabile a disposizione e creava la grande preoccupazione di procurarsi cibo a sufficienza. Diversi gruppi di famiglie si trasferirono in regioni con terreni più facilmente coltivabili e le due valli, Valle di Muggio e Valle di Intelvi, soddisfacevano queste esigenze.
Guglielmo e suo fratello ebbero sei figli maschi; cinque sposarono donne della famiglia Fontana, molto conosciuta e diffusa nelle Valli di Intelvi e Muggio. Alla fine del 1700 vivevano a Schignano 15 Codoni e 60 a Cabbio: si trattava di un aumento sorprendente per un ceppo inizialmente composto da soli due coloni. In meno di quattro generazioni, il totale dei Codoni di Cabbio e Schignano aveva superato di gran lunga quello di Corippo. I Codoni di Intelvi e Muggio mantennero sempre una relazione con i loro cugini in Verzasca.
