Benvenuto nel villaggio di Corippo

Corippo si trova in valle Verzasca, sul versante destro scendendo da Sonogno verso Gordola e fa parte del distretto di Locarno.
I diversi libri di Storia che trattano il tardo Medioevo sono assai esaustivi per chi desidera approfondire il periodo tra l'anno 1000 e il 1500. Citiamo unicamente il fatto che i territori che formano l’attuale Canton Ticino e quindi anche la Valle Verzasca, gravitavano nell’orbita di Milano e Como già loro stesse coinvolte in continue lotte di sudditanza. 

1224 - Il paese, con il nome di Culipo, è citato per la prima volta in un testamento.
1235 - Gli agglomerati della Valle Verzasca formavano una comunità (vicinanza) composta da quattro vicinie: Vogorno (con Corippo), Lavertezzo, Brione (con Gerra), Frasco (con Sonogno). La comunità faceva parte della pieve di Locarno.
1235 - Vogorno si stacca dalla Vicinanza Verzasca e fu il primo a farlo, formando la Vicinanza di Vogorno comprendente quattro squadre, tra le quali Corippo.

1410 - 1500 - La valle Verzasca passò in successione sotto la dominazione dei Confederati, dei Savoia e dei Rusca. All'epoca dei baliaggi svizzeri riprese a far parte della comunità di Locarno; era governata da un podestà e da un luogotenente. Ben presto le cariche importanti furono occupate da famiglie estranee alla valle, in particolare dai Marcacci.
1686 - La Valle Verzasca si liberò dai Marcacci, il cui potere non venne mai pienamente accettato, e tornò a darsi le proprie autorità: la nomina e le cariche di podestà e tenente si alternavano tra le vicinie; l'assemblea generale fungeva da autorità suprema.

1803 - Annessione del Cantone Ticino alla Confederazione.

1822 - Corippo raggiunse la piena indipendenza comunale e fino al 18 ottobre 2020 è stato un Comune autonomo.

1840 - Inizia la costruzione della prima strada della Valle Verzasca ma se ne fece solo un tratto. Solo dopo il 1865 arrivò fino a Sonogno servendo tutta la valle.
1965 - La costruzione della diga fece si che la strada della valle Verzasca subìsse un evidente mutamento di percorso sul tratto che dalla diga stessa arriva fino a Vogorno. In precedenza correva sul fondovalle poco sopra il greto del fiume andando con leggere pendenze a lambire le prime case sotto Vogorno.
La strada venne portata ad una quota superiore per evitare che fosse sommersa dal lago che si sarebbe formato con la diga. Ciò poté avvenire tramite una serie di tornanti e gallerie costruiti a valle della diga. Il nuovo pezzo di strada, con un repentino innalzamento di un centinaio di metri permise di raggiungere la quota di sicurezza per poi proseguire quasi pianeggiante fino a innestarsi sul vecchio tracciato della strada di valle in zona Vogorno.

1851 - Corippo registra il più alto numero di domiciliati della sua storia, ovvero 315. Da li in avanti la popolazione è sempre diminuita.

1975 - Il nucleo storico del villaggio è stato dichiarato «realizzazione esemplare» per l'Anno europeo del patrimonio architettonico e come tale protetto e degno di conservazione, a tutela nasce La Fondazione Corippo 1975.

2020 - Aggregazione di Corippo con il nuovo comune di Verzasca, perde così il particolare primato svizzero detenuto da diversi anni di più piccolo comune con 11 domiciliati (nel 2018) e sicuramente anche nel 2020 di una quindicina max.

2022 - Inaugurazione dell'Albergo Diffuso e del rinomato ristorante. La nuova struttura alberghiera ricavata da singole abitazioni sparse sul territorio, trasformate in camere con punto di riferimento la Reception situata nell'antica osteria del villaggio.

"Zaz" che deriva da pecora nel locale dialetto è il soprannome degli abitanti di Corippo
Marcetti, Rossetti, Benada, Brenni, Compagnoni, Lazari, Carbonaro, Mottini, Scarpa sono alcuni dei cognomi scomparsi da molto tempo da Corippo e dalla Valle Verzasca ma quasi sicuramente li troviamo tuttora in altri luoghi e sarà quindi interessante capire se la loro origine può essere messa in relazione con Corippo.

La parrocchia e la Chiesa di Corippo


Il Caneparo era il tesoriere di una confraternita o di una comunità e nel caso specifico per la Cappella S. Maria di Corippo e veniva nominato dalla comunità. Inizialmente la Cappella doveva presumibilmente essere un umile ma decoroso stabile di piccole dimensioni dove si esercitavano le funzioni religiose, un oratorio costruito agli inizi del 1600 e benedetto nel 1614. Nei primi anni del ‘700, dopo essere stato ingrandito e con l'inserimento di una pittura della Vergine divenne chiesa della Beata Vergine del Carmine o Carmelo. Da allora dipendeva o, meglio, era parte integrante della parrocchia di San Bartolomeo e Vogorno. Solamente nel 1741, in occasione della visita Pastorale del Vescovo Cernuschi, Corippo chiese invano di avere una sua parrocchia autonoma. Si sa che l’Oratorio della Beata Vergine del Carmelo divenne Chiesa Parrocchiale di Corippo solo nel 1782 e come tale si staccò da quella di San Bartolomeo Vogorno e fu indipendente con parroco proprio fino al 1913. Dal 1913 al 1917 venne amministrata dal prevosto di Lavertezzo. Dal 1917 passò sotto Vogorno. Dal 1949 al 1962 venne nuovamente amministrata dal prevosto di Lavertezzo. Quindi molte registrazioni riguardanti gli abitanti di Corippo figurano unicamente sui Registri di altre Parrocchie. È stato verificato che su quelli di Vogorno ci sono: 
Battesimi di cittadini di Corippo – su 3 registri tra 1606 e 1748 
Matrimoni di Corippo - su 2 registri tra 1691 e 1782. 
Morti di Corippo - su 2 registri tra 1687 e1746.

I primi Registri dei Battesimi di Vogorno risalgono al 1606 mentre quelli di Corippo al 1748. 
I primi Registri dei Matrimoni di Vogorno risalgono al 1691 mentre quelli di Corippo al 1782. 
I primi Registri dei Morti di Vogorno e Corippo risalgono al 1643. 
I primi Registri delle Cresime di Vogorno e Corippo risalgono al 1795. 
I primi Status animarum di Vogorno e Corippo risalgono al 1669.

1826 - Sul campanile sono instalate due campane, una delle quali, del peso di Rubbi 13:3 proviene dalla fonderia che il mergoscese Pietro Franca aveva a Muralto. (1 Rubbo Milanese = circa Kg 8.169), 
1830 - Il Cimitero è stato creato solo dopo quell'anno, prima i defunti venivano sepolti sotto la chiesa.
1887 - Sul campanile sono state installate tre campane in sostituzione delle due precedenti.

Andare a Corippo in barca

L’origine dell’espressione legata a Corippo è oggi oggetto di ripetute discussioni, poiché dietro una frase apparentemente semplice si celano due interpretazioni che riflettono due modi diversi di intendere la storia e il territorio.

La prima forma, "andare a Corippo in barca", viene talvolta letta come un riferimento storico concreto legato al passato del Piano di Magadino. Prima che il fiume Ticino venisse incanalato, la zona era un labirinto di paludi e rami fluviali instabili. In quel contesto, per chi doveva avvicinarsi alla Valle Verzasca partendo dalle sponde opposte, l’uso di barconi per attraversare le zone allagate era una necessità reale, faticosa e spesso rischiosa. Tuttavia, questa ricostruzione storica si scontra con la percezione più radicata del modo di dire.

La più diffusa a livello popolare, infatti, interpreta il detto come la descrizione di un’impresa impossibile o assurda.

In quest'ottica, la variante "è come andare a Corippo in barca" si rivela la più credibile e logicamente solida. L'aggiunta del paragone trasforma l'azione in una figura retorica dell’irrazionale: Corippo è un borgo di pietra aggrappato alla montagna, ma è soprattutto il contesto naturale a rendere l'idea della barca totalmente fuori luogo. La tesi dell'assurdo risulta la più calzante proprio per la conformazione stessa del territorio. Risalire il corso della Verzasca con un'imbarcazione è impedito dalla natura selvaggia del fiume, caratterizzato da enormi blocchi di granito, gole strette e cascate scoscese che rendono le sue acque magnifiche ma assolutamente non navigabili.

Dire che una situazione "è come andare a Corippo in barca" significa dunque evocare l'immagine di un mezzo che urta inutilmente contro la roccia viva. In conclusione, è proprio questo contrasto tra l'elemento liquido e l'impervia natura rocciosa della Verzasca a rendere il detto un emblema dell'impossibile, confermando che la logica del paradosso geografico è quella che meglio ne spiega il significato. Va comunque precisato che, nonostante la popolarità del modo di dire, non è stata trovata alcuna traccia scritta ufficiale che ne codifichi l’origine, lasciando il mistero confinato al fascino della tradizione orale.

Fonti:
- Redazione
- Dizionario storico della Svizzera
- Max Gschwend, "La Val Verzasca" -Traduzione del 2007 di Giuseppe Brenna
- Paolo Ostinelli e Giuseppe Chiesi, "Storia del Ticino, Antichità e Medioevo"

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